Che succede quando una ragazza toscana, Claudia, si fidanza con un ragazzo cinese conosciuto nella sua patria e lo presenta ai genitori a pochi giorni dal Natale?

Scopritelo nel post, il primo di una lunga serie di vicende che vi mostrerà un grande legame tra Cina e Italia, ma anche tra Claudia, Tony, Matteo, Matteo e Isabel! 

“Dopo tre anni passati in Cina, mentre a casa si diceva alla nonna per scherzo che mi ero fidanzata con un ragazzo cinese, è successo veramente e così, nel 2013, abbiamo fatto il primo Natale in famiglia con pranzo a dir poco in stile cinese e senza tortellini in brodo o cappone lesso.

Neppure io ci credevo.

Quel Natale io e Tony abbiamo passato tutta la mattina a fare i ravioli cinesi mentre tutti facevano foto e ci filmavano. Eravamo diventati la miglior attrazione della colazione di Natale!

La richiesta di fare un pranzo cinese per Natale è venuta proprio a tutta la mia famiglia: chissà se per loro quella significava accoglienza interculturale e per farlo sentire a casa.. oppure voleva dire metterlo alla prova sulla cucina cinese! La conclusione è stata che, Tony ha accettato di fare quantità industriali di ravioli cinesi per venti persone: pensandoci bene, chi avrebbe detto di no la prima volta che incontri i suoceri?!

Così è andata in Italia come sarebbe andata in Cina: l’uomo prepara l’impasto dei ravioli e la donna stende la pasta e chiude i ravioli. Sembravamo una catena di montaggio: Tony faceva arti marziali sbattendo l’impasto di macinato e verdure per far togliere l’acqua ed io, con farina alle mani e mattarello mignon facevo i dischetti di pasta per i ravioli. Il teatro dell’assurdo.

Tuttavia con tempi molto più allungati da quelli cinesi, (in Cina si pranza alle 11.30-12.00) riuscimmo tutti ad essere a tavola con due tipi diversi di ravioli che facemmo bolliti e scolati in vassoi e serviti con aceto di riso (e non salsa di soia come quella che troviamo a tavola nei ristoranti cinesi qui in Italia!).

Tutti impazziti per i ravioli, gare a chi ne mangiava di più, foto e condivisioni ovunque. Il Natale alternativo per tutti noi, tranne la nonna che forse avrebbe apprezzato di più un piatto di tortellini in brodo ma poi si è accontentata del connubio ravioli-crostini neri.

Il risultato è stato che da lì in poi Tony si è garantito un bel posto in cucina, in cui il piano cottura si è riempito di salse di ogni gusto e genere e gli strumenti ed utensili tipo wok e macchina del riso hanno sostituito la pentola a pressione e coltello e forchetta. Non è finita: la mamma ha iniziato a dire in giro che la cucina cinese era più salutare di quella italiana; il babbo che da quanto sono nata sento dire che ha il colesterolo alto, ha iniziato a dire ai suoi coetanei che la miglior medicina contro il colesterolo era la cucina cinese.

La nonna, invece, è tuttora poco convinta, ci guarda ancora incredula dicendo: “ah, i tempi son cambiati cari miei!”.” 

Presto toccherà a Matteo, un altro componente dell’associazione “Orientiamoci in Cina”: ci racconterà come è stata la reazione dei genitori italiani con la cucina cinese proposta dalla compagna Isabel! 

“Orientiamoci in Cina” è un’associazione nata per farci scoprire pregi e difetti su un Paese per lo più sconosciuto: iniziate a seguire i ragazzi su Facebook per restare sempre aggiornati!

Volete prepare i ravioli cinesi a casa? È facilissimo!

Nei prossimi giorni vi daremo la ricetta utilizzata da Tony e Claudia!

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