Il villaggio di Merzouga, situato a pochi chilometri di distanza dalle dune del Sahara, ospita un villaggio  di persone che discendono dagli schiavi che nei secoli passati erano nelle mani dalle popolazioni predominanti; è evidente come queste persone abbiano tratti somatici tipici dell’Africa nera, degli stati centrali e la visita che abbiamo fatto è stata davvero interessante; 
In ricordo dei loro discendenti che avevano creato delle sonorità particolari con le catene che legavano i loro piedi, adesso il villaggio ripropone questa musica che si chiama Gnaoua (scritta anche Gnawa) con dei particolari strumenti. Le qraqueb sono gli strumenti che vedete nelle mani dei ragazzi nelle foto e producono un suono metallico che, abbinato ai tamburi, ad una specie di liuto e ai loro canti, crea un’atmosfera incredibile e coinvolgente.

Nonostante la popolazione sia musulmana, i canti e i suoni di questi suonatori sono stati spesso utilizzati come cura di mali incurabili presso villaggi vicini perchè il potere di questa musica nasconde sfumature di ogni genere;  come sempre, siamo stati accolti dal gruppo con un bicchiere di thè alla menta, dopo il quali abbiamo partecipato con piacere ai balli davvero coinvolgenti tipici della musica nera africana.

Ogni anno, a fine giugno nella cittadina di Essaouira che abbiamo visitato nei primi due giorni, si tiene il Festival di musica Gnaoua; arrivata alla 15° edizione, dal 21 al 24 giugno numerosi gruppi arrivati da tutto il mondo si esibiranno con le loro musiche e questo weekend potrebbe essere ideale per visitare Marrakesh ed Essaouira in maniera davvero alternativa! 

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